Si parla di crisi da anni ormai. E quando c'è crisi economica si
tagliano le spese. E quando si tagliano le spese le prime che saltano
sono le spese per la cultura, come se la cultura fosse un lusso
inutile.
Da quando esiste l'uomo e la sua storia, esiste il mestiere dell'attore
che si esibisce davanti ad un pubblico, in un teatro. Oggi rischiamo
di avere attori senza pubblico e pubblico senza attori perché
molti teatri chiudono. Oppure se ne limitano al massimo i
programmi, le produzioni, le proposte. I teatri sono al collasso.
Se la cultura è ridotta ad anello debole della società, il teatro è
l'anello debole della cultura.
Ma si può fare a meno della cultura? Della scuola pubblica, dei
libri, del cinema, dei teatri? La risposta è NO. A meno che non
si voglia rinunciare a noi stessi, alla nostra storia e alla nostra
identità individuale e collettiva. E allora teniamo duro tutti
insieme: siamo in riserva, una riserva teatrale che ci spinge a
tenere d'occhio la spia che lampeggia: facciamo rifornimento!
Se la cultura è in riserva noi facciamo il pieno aumentando gli
spettacoli.
Quest'anno 10 spettacoli, uno spettacolo in più rispetto l'anno
scorso:
- 8 spettacoli in abbonamento a 69 euro (64 euro ridotto) e
- 2 offerti gratuitamente nella Sala Polivalente di Lavezzola.
Per noi il teatro oltre che una proposta artistica e culturale è un
servizio offerto ai cittadini ed è un diritto che i cittadini devono
pretendere.
Vediamoci a Conselice.
Ottobre 2010
Per Patàka srl
Ivano Marescotti
Direttore Artistico del Teatro Comunale di Conselice
