Il titolo del cartellone di quest’anno non è psichedelico, lo 01 è la percentuale di spesa del FUS sul PIL.
Sembra un gioco enigmatico? Bella confusione? Invece è semplice. Il titolo del cartellone 2007-2008 fu: “Diamoci un taglio!”. Voleva intendere una tendenza culturale, una serie di spettacoli non solo di evasione, di mero intrattenimento. Si voleva unire lo spettacolo all’impegno sociale: un taglio particolare, insomma. Una scelta che fu premiata da un pieno successo di abbonati e pubblico. Ma, ahimè! L’indicazione è stata presa alla lettera dal nostro Governo e, effettivamente, ci hanno “dato un taglio”. Un taglio netto di 200 milioni di Euro al FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo). Così l’Italia, che già finanziava lo spettacolo con un misero 0,3 % sul PIL (Prodotto Interno Lordo), in coda in Europa e nel mondo, arriverà a finanziarlo con lo 0,1 (leggasi ZERO virgola uno %!) del prodotto nazionale. La cultura intesa come un orpello inconsistente, inutile, da punire, stroncare.
Un’elemosina offensiva.
Ci siamo chiesti: perché allora continuare? Perché impegnarsi ancora ad alimentare, nel nostro piccolo, spazi di fruizione culturale, artistica? Abbiamo deciso di continuare proprio per accettare la sfida. Non vogliamo ritirarci in casa a guardare una televisione che produce una cultura di veline ed escort come base etico-politica proponendo quindi l’“utilizzatore finale” quale campione e modello culturale per tutti. Vogliamo tenere stretto quello che abbiamo e, se possibile, svilupparlo, dilatarlo, coinvolgere gli spettatori, la gente a partecipare. Anche nella situazione di una crisi economica cattiva e nella miseria di un Governo che considera la cultura, lo spettacolo, alla stregua di una cosa di cui si può fare a meno.
Nessun “taglio” particolare. Anzi cerchiamo di ricucire. Rimettere le cose insieme e vedere cosa resta. Di tutto un po'. Perché la cultura ha bisogno di tutto. Sono 9 spettacoli anziché i soliti 6 ma il prezzo è variato: sì, noi lo diminuiamo perché non vogliamo perdere nessun abbonato; perché anzi ne vogliamo di nuovi; perché la cultura, lo spettacolo, resiste solo se il pubblico, assieme agli artisti, resiste e si attacca a quello che ha. Per elaborarlo, svilupparlo, goderlo assieme.
Noi andremo avanti nonostante i tagli del FUS con l’ostinazione, la partecipazione e l’affetto degli abbonati e del pubblico.


Per Patàka srl
Ivano Marescotti
Direttore Artistico del Teatro Comunale di Conselice