Un
taglio che è
sinonimo di tendenza
ma
che significa anche ferita,
fessura, rottura.
Uno squarcio sul sipario
della società civile.
Un taglio che diventa
uno strappo all'ipocrisia.
SABATO 10 NOVEMBRE 2007 ore 21.00
SHEL SHAPIRO
SARA´ UNA BELLA SOCIETA´
testo di Edmondo Berselli
selezione musicale a cura di Shel Shapiro
regia di Ruggero Cara
Assistente alla regia Elisabeth Boeke
installazioni sceniche Rosanna Monti
luci Giulio Camporesi e Angelo Generali
fonica Claudio Morselli
voce narrante, voce e chitarra Shel Shapiro
musiche eseguite dalla Shel Shapiro´s band
Alessandro Giulini tastiere, fisarmonica, voce
Daniele Ivaldi chitarre
Luigi Mitola chitarre, dobro, mandolino
Mario Belluscio basso
Ramon
Rossi batteria e percussioniRaccontare la storia
di alcune generazioni, con lo strumento popolare
delle canzoni e con un protagonista che si presenta
sul palcoscenico a evocare una storia con la sua
stessa presenza: la voce, la chitarra di Shel Shapiro
per recuperare il clima di un´epoca, lo spirito
del tempo, l´intera psicologia di chi ha attraversato
i decenni dai primi anni Sessanta in poi. Sullo
sfondo i mutamenti di una società che sperimenta
per la prima volta il benessere di massa; con l´effetto
della musica eseguita dal vivo, e delle parole cantate
da un protagonista che ricorda, con amore ma senza
rimpianti, il tempo che abbiamo attraversato, è
una conversazione rivolta al pubblico quasi come
una confidenza, per indurlo a ricordare, a rimettere
a fuoco, a rivivere. Con un po´ di inevitabile
nostalgia, ma anche forte della consapevolezza di
cui disponiamo oggi. Per dire come eravamo, e per
vedere come siamo diventati, sapendo che quei tempi
non torneranno, ma li si può fare rivivere,
risentire, in modo che ci appartengano ancora, e
che li sentiamo ancora nostri.
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